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Alla scoperta di piante uniche al mondo, sul Monte Baldo come Indiana Jones

di dforni
  • news
Brassica repanda subsp baldensis

Può sembrare incredibile ma nel ventesimo secolo si scoprono ancora nuove piante. E succede in Italia, nel Trentino, sul Monte Baldo ovvero sulla montagna a picco sul lago di Garda considerata un giacimento botanico non del tutto decifrato. Un fiordo tra le Alpi
 
Il Willdenowia di Berlino, massimo organo botanico mondiale, ha accettato di inserire la Guenthera Repanda tra le nuove specie endemiche. Si tratta di una sorta di cavolo non commestibile, una pianta spontanea ed endemica non imparentata con alcuna specie esistente in Italia che cresce sul monte Baldo, montagna fra il Lago di Garda e la Valle dell’Adige nel Trentino. La scoperta, certificata dall’ente tedesco, si deve ai ricercatori del Museo Civico di Rovereto da anni impegnato in una fantastica ricerca botanica, ricca di sorprese. Con la Guenthera sono tre le piante uniche al mondo, che crescono solo su questa montagna.
 
Tre perle esclusive: il ranuncolo di Kerner (Calliantemo di Kerner), il velo da sposa del Garda (Gypsophila papillosa) e la Guenthera Repanda appunto. Quest’ultima possiede un bellissimo e profumato fiore giallo e deve la sua notorietà a Filippo Prosser ed Alessio Bertolli, entrambi botanici che da anni studiano la flora del Baldo, giudicando questo territorio il paradigma della flora di tutto il Trentino. Le tre piante faranno la felicità di esperti e neofiti che come novelli Indiana Jones potranno percorrere prati e sentieri del Fiordo delle Alpi, accompagnati proprio dagli esperti del Museo Civico di Rovereto, nell’ambito dell’evento Baldo Speziale, in programma dal 21 al 29 agosto proprio sul Monte Baldo Trentino. La manifestazione ha come filo conduttore le erbe officinali declinate nei loro vari aspetti, dal potere curativo, ai segreti degli antichi speziali, dalle antiche e nuove ricette, alle applicazioni nella cosmesi. Saranno anche visibili al Mercatino degli Speziali, a Brentonico, che chiuderà l’evento. Della scoperta e delle altre erbe si parlerà poi in un seminario ed un convegno scientifico.
 
Baldo Speziale è promosso dal Patto Baldo Garda e l’Apt Rovereto Vallagarina e coinvolge quattro Comuni del Trentino: Ala, Avio, Brentonico, Nago e presenta un programma ricco di eventi; si va dall’andar per malghe, alle escursioni guidate tra le erbe officinali, al corso di cucina con le erbe, i menù a tema nei rifugi, musica tra i prati, convegni, seminari, mercatino degli speziali.
 
Il Baldo è la montagna più meridionale delle Alpi, tra il Garda e la Valle dell’Adige, e fin dal Rinascimento è stata acclamata come “giardino d'Italia” per la ricchezza di flora. Il  suo “segreto” risale a circa 10 mila anni fa, quando le glaciazioni hanno risparmiato questo territorio, permettendogli di diventare zona di rifugio e differenziazione, con molte specie endemiche, una sorta di “arca di No” botanica che in  390 chilometri quadrati ospita il 43% dell’intera flora alpina.
 
In secoli di ricerche, almeno da 450 anni, sono migliaia i botanici che hanno percorso il Fiordo delle Alpi, scoprendo nuovi gioielli ma questo monte è capace di riservare ancora affascinanti sorprese. Ed è sulle tracce di queste rarità che gli ospiti di Baldo Speziale potranno godere di un ecosistema ancora incontaminato.
 
www.baldospeziale.it

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Giardini di gennaio/febbraio'12 è in edicola!

 

Nei numeri scorsi di Giardini abbiamo incontrato numerosi nuovi amici...

Valerio Gallerati e gli arbusti del suo Vivaio Vita Verde, un vivaio nato con la coltivazione di giovani piante forestali, ora, grazie alla sua ricerca di essenze meno diffuse,  anche produttore di essenze autoctone legnose rare, endemismi italici della flora legnosa, frutti selvatici, giovani piante da rimboschimento.

Maurizio Feletig esperto di arbusti da bacca e di rose antiche che produce nell'Azienda Agricola Feletig, ad Arignano in provincia di Torino.

Tullio Destefano de L'erbaio della Gorra che ritroviamo con la moglie Valentina Povero nelle mostre di primavera sempre tra i colori e i profumi delle sue festose erbacee, di cui descrive stagione per stagione le fioriture più belle.

Flavia Angotti cura, con il marito Aldo, il Biovivaio Granburrone, un vivaio biologico posto tra le colline umbre, in un ambiente incontaminato, dove produce, nel pieno rispetto della natura e dei suoi ritmi, piante officinali e aromatiche, collezioni di lavande e cisti.

Elisa Benvenuti del piccolo vivaio fiorentino Le essenze di Lea che coltiva e commercializza numerose e rare varietà di salvie ornamentali  e che descrive con la passione del collezionista.

Davide Picchi sempre alla ricerca di piante rare, racconta i suoi viaggi e le specie insolite che poi coltiva acclimatandole nel suo vivaio-giardino La Casina di Lorenzo in provincia di Lucca.
 
Il giovane vivaio di Alice Galante, Lilium Aquae, offre forse le specie tra le più spettacolari, nato dal desiderio di divulgare e condividere la poesia del giardino d'acqua, presenta su Giardini ninfee, fior di loto e piante palustri.

Ugo Fiorini riscopre e riproduce antiche varietà di frutti nel suo Vivaio Belfiore, posto sulle colline di Firenze, all'interno di grande parco di conservazione di essenze rare, dove organizza anche numerose attività collaterali, come percorsi didattici e corsi di coltivazione e potatura biologica, corsi d’innesto e difesa delle piante con prodotti naturali.


... e molti altri ne incontreremo quest'anno! Già in questo primo numero di gen/feb'12...

Maurizio Casale di Phytotrend, specializzato nella coltivazione di graminacee, crea giardini a bassa manutenzione e ridotti consumi idrici, qui presenta Muhelembergia dubia, un'erba ideale per zone con estati calde e aride.

Fabio Giani di Vivai Giani specializzatosi in piante rampicanti dopo un'esperienza di giardiniere in piccoli giardini torinesi dove l’esigenza di schermare pareti e ringhiere richiama l’interesse per queste piante. Qui descrive Lonicera similis var. delavayi, un rampicante profumato e sempreverde.

Pierlorenzo Marchiafava nel suo Vivaio Conifere Esotiche produce da seme e coltiva 57 specie di pini rari e di grande potenzialità ornamentale e paesaggistica. Qui suggerisce Pinus yunnanensis, un pino dall'apparente leggerezza evidente al minimo soffio di vento, in contrasto con la sua grande robustezza e resistenza anche a forti venti.

Giulio Farinelli dell'Azienda Florovivaistica il Sughereto, un piccolo vivaio nato dall'esuberante passione per le orchidee, seguita poi da studi e dedizione per coltivazione amatoriale di questa pianta. Qui ricorda le norme di coltivazione di alcuni ibridi del genere Cymbidium, selezionati per la loro più facile manutenzione.


 

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