Stocker_2012_forbici-segacci Psenner_2012 Bakker_2011 Verdeacolori_2011 Zarpellon_2011 VivBuffa_2011 Verdemax_2011 Cifo_2011 Bonfante_2011 Acquaform_2011
Home

  • Sfoglio/Acquisto
    • Rivista Giardini
    • Abbonamenti online
    • I manuali di Giardini
    • Giardini in digitale
    • Singole Riviste
  • Piante
  • Lavori e consigli
  • Giardini
  • Ambiente
  • Appuntamenti Verdi

  • Arredo giardino
  • Macchine Attrezzi
  • Aziende Cataloghi
  • Vivai
  • Erboristeria
  • Animali
  • Mostra fotografica
Home

Al posto del prato

di Eraldo Antonini
  • Giardini
  • Giardini progettazione
  • Particolare di “Un giardino caduto dall’alto” progetto Arte & Giardini – Concorso Leonardo Modena Gardens 2009 - Il Premio Leonardo 2009 è il concorso di giardini temporanei coordinato da Maria Teresa Salomoni che si tiene a Modena Gardens nel mese di maggio.
  • Miscuglio di piante di altezza compresa tra 30 e 40 cm. Per la semina dei miscugli per prati fioriti occorre curare molto bene il diserbo prima della semina, al fine di mantenere quanto più possibile in purezza il prato che si va a realizzare.
  • I miscugli possono essere composti, a scelta, da piante idonee a diverse condizioni colturali quali terreni calcarei, terreni argillosi, sottobosco (foto Agriconsult).
  • Pavimentazione in autobloccanti colorati disposti in modo tale da creare un originale disegno geometrico. (Particolare di “Tra Primavera e Estate – tra Sole e Luna, il gioco delle stagioni, dei colori, dei profumi, tra il giorno e la notte” progetto Aires, Mighetto, Minari, Giorza – Concorso Leonardo Modena Gardens 2009)
  • Dettaglio del percorso con ghiaia di piccola pezzatura. Il passaggio tra percorso e aiuola viene separato con cordoli in legno, alluminio, acciaio corten o con i più tradizionali cemento e pietra.Le aiuole, in questo caso sono state ricoperte, anziché con il prato, con materiali organici (semi) colorati. (Particolare di “Scatola organica” progetto Baldi e Kania – Concorso Leonardo Modena Gardens 2009)
  • Dettaglio del percorso con ghiaia di piccola pezzatura. Il passaggio tra percorso e aiuola viene separato con cordoli in legno, alluminio, acciaio corten o con i più tradizionali cemento e pietra.Le aiuole, in questo caso sono state ricoperte, anziché con il prato, con materiali organici (semi) colorati. (Particolare di “Scatola organica” progetto Baldi e Kania – Concorso Leonardo Modena Gardens 2009)
  • Una pavimentazione di tipo tradizionale, realizzata da blocchetti in tufo (gelivo) ingentilito da ciottoli bianchi. (Particolare di “Progetto eco-sostenibile” progetto Paluti – Concorso Leonardo Modenana Gardens 2009)
  • Il disegno dei percorsi in ghiaia può essere mistilineo al fine di ridurre le superfici a prato e creare un armonico raccordo con le aiuole destinate ad ospitare piante erbacee e piccoli arbusti. (Particolare di “Fatamorgana, l’illusione del giardino” progetto Lateana, Lorenzi, Mandana Rahmati – Concorso Leonardo Modena Gardens 2009)
  • Giardino geometrico in cui le aiuole sono alternativamente ricoperte da erbacee perenni e da ghiaietto al fine di creare una successione originale tra zone di coltivazione e percorsi di attraversamento. (Particolare di “4 salti in Horto” progetto Studio Natura Progetto – Concorso Leonardo Modena Gardens 2009)
  • Percorsi con ghiaia di piccola pezzatura. (Particolare di “Scatola organica” progetto Baldi e Kania – Concorso Leonardo Modena Gardens 2009)
  • Il prato è stato sostituito da una pavimentazione in legno all’interno della quale sono state ricavate “aiuole” per ospitare le piante. (Particolare di “Miniature scape” progetto La Spada – Concorso Leonardo Modena Gardens 2009)
  • Il prato è stato completamente abolito; in sua vece materiali colorati di diversa origine che creano, con le loro forti tinte, una forte caratterizzazione a questa zona del giardino. (Particolare di “Tra Primavera e Estate – tra Sole e Luna, il gioco delle stagioni, dei colori, dei profumi, tra il giorno e la notte” progetto Aires, Mighetto, Minari, Giorza – Concorso Leonardo Modena Gardens 2009)
  • Il prato posto a contorno delle aiuole è stato sostituito con ghiaia di piccola pezzatura e ingentilito da un’originale fontanella. (Particolare di “Tra Primavera e Estate – tra Sole e Luna, il gioco delle stagioni, dei colori, dei profumi, tra il giorno e la notte” progetto Aires, Mighetto, Minari, Giorza – Concorso Leonardo Modena Gardens 2009)
  • Il prato è stato sostituito da materiali inerti. La ampia stesa di ghiaia di piccola pezzatura è stata spezzata da un disegno curvilineo che utilizza pietra Verde Alpi di differente pezzatura, separata da lamine in alluminio. (Particolare di “Questa non è una collana…” progetto Spin_spazio per l’ingegno – Concorso Leonardo Modena Gardens)
  • Il prato è stato completamente abolito; in sua vece sono stati utilizzati materiali organici colorati. (Particolare di “Scatola organica” progetto Baldi e Kania – Concorso Leonardo Modena Gardens 2009)
  • Arbusti bordati, anziché con la tradizionale striscia di prato, da pietra Verde alpi di differente pezzatura che crea un motivo ornamentale e il cui colore risalta efficacemente il verde della vegetazione e il colore chiaro della pavimentazione in ghiaia. (Particolare di “Questa non è una collana…” progetto Spin_spazio per l’ingegno – Concorso Leonardo Modena Gardens)
  • Percorso in ombra con ghiaia di piccola pezzatura e bordure di piante (Hosta e felci). (Particolare di “Per giocare” progetto Lorenzi Concorso Leonardo Modena Gardens 2009)
  • La zona a prato è stata ridotta ponendo a contorno e sotto gli arbusti dei ciottoli di marmo. Questi creano un forte contrasto con la parte a prato ed evidenziano gli arbusti. (Particolare di “Il bosco infinito” progetto Pasqualini, Magnabosco, Girardi, Lugo, Zeri, vincitore del Premio Leonardo Modena Gardens 2009


Alternative per contenere il consumo di acqua e la manutenzione

 

Il cosiddetto “prato inglese” cioè il pratino sfalciato, compatto, abbondantemente irrigato si giova di piogge regolari estive e di temperature massime relativamente contenute che sono condizioni che caratterizzano, per l’appunto, il clima inglese. In Italia, dove ormai le precipitazioni estive sono limitate a brevi ma intensi acquazzoni, il prato deve essere frequentemente irrigato il che comporta un grosso dispendio di acqua, bene la cui disponibilità, soprattutto in periodi di carenza, è limitata. L’irrigazione del prato, oltretutto, è poco efficace nel senso che, dovendolo irrigare a pioggia, una buona parte dell’acqua irrorata si perde per evaporazione, senza raggiungere le radici delle graminacee che compongono il prato. Da non trascurare anche il costo dell’impianto d’irrigazione che risulta sensibilmente superiore per il prato rispetto a quello utilizzato per adacquare alberi e arbusti. Il prato, inoltre, per essere mantenuto decorosamente, andrebbe sfalciato almeno due volte alla settimana e questo, indicativamente, dalla primavera all’autunno. Il che comporta all’incirca, 56 sfalci all’anno. In Inghilterra, e in qualche caso anche da noi, il prato è utilizzato per tappezzare i percorsi del giardino. Indubbiamente il risultato estetico è notevole ma c’è da dire che ogni 3-4 anni occorre effettuare un rifacimento del prato stesso o, in alternativa, ricorrere annualmente ad operazioni quali carotatura e “top dressing”, cioè una serie di operazioni atte a rigenerare l’efficienza del tappeto erboso sottoposto a calpestio che ne determina l’usura. Altra nota dolente del prato è data dalle zone in ombra che caratterizzano molti piccoli giardini. Gli esiti, di questa situazione sono noti: crescita di muschio e prato stentato caratterizzato da scarsa fittezza e scarso sviluppo vegetativo con tappeto erboso distribuito, per lo più, a macchie prima dell’avvento definitivo del muschio.

Per tutta questa serie di motivi si può ricorrere a soluzioni alternative che consentano di avere sia zone calpestabili sia zone “verdi” di gradevole aspetto che richiedono nulla o bassa manutenzione e tutto ciò per abbattere sensibilmente i costi di gestione, favorire il risparmio idrico e avere, comunque risultati estetici e funzionali uguali o superiori rispetto al prato.

Tuttavia, ove le condizioni di esposizione e umidità lo consentono, chi non vuole rinunciare al prato, può prevedere di ridurre la superficie a prato a vantaggio di altre soluzioni.

 

Prati Fioriti

Una prima alternativa al prato inglese, il tradizionale tappeto erboso calpestabile, può essere rappresentato dai prati fioriti. Si tratta di prati ottenuti da un miscuglio di semi che oltre alle graminacee, tipiche dei tappeti erbosi tradizionali, unitamente a piante erbacee caratterizzate da fioriture vistose. Il miscuglio delle piante da impiegare per costituire questi prati può essere orientata verso la scelta di specie che resistono alla siccità o specie che richiedono una più frequente innaffiatura, da specie che fioriscono in un periodo più ristretto (per avere una grande quantità di colore concentrata in un determinato periodo) o da specie che fioriscono in periodi differenti (in modo tale da avere fioriture di minore intensità ma distribuite in un lasso di tempo che corrisponde, grosso modo, a quasi tutta la stagione vegetativa). Si può ricorrere anche a miscugli che comprendono specie erbacee tipiche della zona, in questo caso si contribuisce al mantenimento della biodiversità consentendo alle specie eliminate dal territorio a causa dell’agricoltura intensiva che, in questo caso, permangono nel territorio grazie alla loro presenza nei giardini. I miscugli si possono scegliere anche in base all’altezza delle piante, indicativamente si hanno due fasce: quella compresa tra i 30 e i 40 cm e quella compresa tra i 70 e i 110 cm. I prati fioriti richiedono minori manutenzioni, in particolare lo sfalcio viene eseguito, in media, una volta all’anno, a fine stagione e l’irrigazione, a parte il periodo compreso tra la semina e la germinazione, viene effettuata solo in caso di lunghi periodi siccitosi. Il prato fiorito si mantiene per 5-6 anni poi occorre effettuare una trasemina per rinnovarlo.

 

Percorsi e pavimentazioni

I sentieri inerbiti che attraversano il giardino possono essere efficacemente sostituiti da una serie di materiali. Si parte dei tradizionali materiali lapidei quali autobloccanti, legno, pietre, sassi, ciottoli di varia natura, materiali organici (cippato, corteccia, gusci di nocciole, ecc.). Scegliendo e abbinando opportunamente i materiali si possono ottenere effetti cromatici interessanti che danno colore al giardino. In generale le pavimentazioni lapidee e in materiale cementizio sono più costose mentre le ghiaie costano decisamente meno anche se richiedono una maggiore manutenzione (saltuaria crescita di infestanti, qualche rastrellatura).

 

Riduzione del prato

Se non si vuole rinunciare al cosiddetto prato inglese anche qui le soluzioni possono essere di diverso tipi. Si può ricorrere a materiali diversi. Nelle zone del giardino dove non si vogliono posizionare alberi, perché si vuole sostare o avere una visuale libera, si possono scegliere materiali e colori che creino essi stessi un disegno. Se non si vuole rinunciare alla vegetazione, si può ricorrere all’impiego di erbacee perenni o annuali e a piccoli arbusti che anziché fatti crescere in mezzo al prato si possono contornare da materiali diversi calpestabili. E’ il caso delle ghiaie, disponibili in differenti pezzature, dalle più fine alle più grossolane, alle pavimentazioni in legno, agli autobloccanti. Le pavimentazioni in pietra e marmo risultano particolarmente costosi per questi usi, ma avendo disponibilità economica, si può ricorrere anche a questi ultimi.

 

Zone in ombra o mezzombra

Anche qui le soluzioni possono essere molteplici. Il prato può essere sostituito da piante erbacee e da piccoli arbusti che crescono in ombra o mezz’ombra. Vi è un’ampia scelta: hoste, felci, ortensie, gerani (genere Geranium), acanti, Cimifuga rubifolia e C. simplex (entrambe in luoghi umidi), Convallaria majalis (mughetto), edera, Lamium (ottime tappezzanti), Liriope muscari, primule, Pulmonaria officinalis, Rehmannia elata, Saxifraga stolonifera, Tiarella plyphilla, Tricyrtis hirta, , Ophiopogon japonicum, Ruscus aculeatus, e R. hypoglossum Viburnum tinus, Vinca minor. Se occorre attraversare la zona in ombra o sostare in essa si possono aggiungere pavimentazioni di varia natura (legno, ghiaie, autobloccanti, materiali lapidei). Un opportuno design può aggiungere valore estetico a queste zone

»
  • Share/Save

Giardini progettazione

  • Acqua in giardino
  • Al posto del prato
  • Basso consumo
  • Bio-piscina nell'appenino umbro
  • Colore in giardino
  • Effetto colore
  • Elementi strutturali del giardino
  • Energia rinnovabile
  • Giardino come ecosistema: le siepi
  • Illuminazione e risparmio energetico
  • La costuzione del giardino
  • La piscina in scarpata
  • Landscaping con le rose
  • Muri, scale, pavimenti...
  • Organizzazione degli spazi
  • Pavimentazioni
  • Piccoli giardini
  • Piccolo giardino, grande effetto
  • Progettazione di bio-piscine
  • Quale materiale?
  • Scelta della siepe
  • Tetti verdi

Newsletter di Giardini

Ricevi via email le ultime novità da Giardini.biz

Email

Conferma email

Cancellazione

RSS


Seguici con gli RSS



Automatic Translator
Automatic Translator

Acquista Giardini

Acquista Giardini
Abbònati online
compra la rivista in formato digitale

oppure acquista una copia singola

Contatta Giardini

contattaci Contattaci.

Per richieste alla redazione e all'ufficio pubblicità, clicca qui.

Per informazioni su abbonamenti e vendite, clicca qui.

Forum

Segui il forum di Giardini.biz

Vai al forum

Giardini di gennaio/febbraio'12 è in edicola!

 

Nei numeri scorsi di Giardini abbiamo incontrato numerosi nuovi amici...

Valerio Gallerati e gli arbusti del suo Vivaio Vita Verde, un vivaio nato con la coltivazione di giovani piante forestali, ora, grazie alla sua ricerca di essenze meno diffuse,  anche produttore di essenze autoctone legnose rare, endemismi italici della flora legnosa, frutti selvatici, giovani piante da rimboschimento.

Maurizio Feletig esperto di arbusti da bacca e di rose antiche che produce nell'Azienda Agricola Feletig, ad Arignano in provincia di Torino.

Tullio Destefano de L'erbaio della Gorra che ritroviamo con la moglie Valentina Povero nelle mostre di primavera sempre tra i colori e i profumi delle sue festose erbacee, di cui descrive stagione per stagione le fioriture più belle.

Flavia Angotti cura, con il marito Aldo, il Biovivaio Granburrone, un vivaio biologico posto tra le colline umbre, in un ambiente incontaminato, dove produce, nel pieno rispetto della natura e dei suoi ritmi, piante officinali e aromatiche, collezioni di lavande e cisti.

Elisa Benvenuti del piccolo vivaio fiorentino Le essenze di Lea che coltiva e commercializza numerose e rare varietà di salvie ornamentali  e che descrive con la passione del collezionista.

Davide Picchi sempre alla ricerca di piante rare, racconta i suoi viaggi e le specie insolite che poi coltiva acclimatandole nel suo vivaio-giardino La Casina di Lorenzo in provincia di Lucca.
 
Il giovane vivaio di Alice Galante, Lilium Aquae, offre forse le specie tra le più spettacolari, nato dal desiderio di divulgare e condividere la poesia del giardino d'acqua, presenta su Giardini ninfee, fior di loto e piante palustri.

Ugo Fiorini riscopre e riproduce antiche varietà di frutti nel suo Vivaio Belfiore, posto sulle colline di Firenze, all'interno di grande parco di conservazione di essenze rare, dove organizza anche numerose attività collaterali, come percorsi didattici e corsi di coltivazione e potatura biologica, corsi d’innesto e difesa delle piante con prodotti naturali.


... e molti altri ne incontreremo quest'anno! Già in questo primo numero di gen/feb'12...

Maurizio Casale di Phytotrend, specializzato nella coltivazione di graminacee, crea giardini a bassa manutenzione e ridotti consumi idrici, qui presenta Muhelembergia dubia, un'erba ideale per zone con estati calde e aride.

Fabio Giani di Vivai Giani specializzatosi in piante rampicanti dopo un'esperienza di giardiniere in piccoli giardini torinesi dove l’esigenza di schermare pareti e ringhiere richiama l’interesse per queste piante. Qui descrive Lonicera similis var. delavayi, un rampicante profumato e sempreverde.

Pierlorenzo Marchiafava nel suo Vivaio Conifere Esotiche produce da seme e coltiva 57 specie di pini rari e di grande potenzialità ornamentale e paesaggistica. Qui suggerisce Pinus yunnanensis, un pino dall'apparente leggerezza evidente al minimo soffio di vento, in contrasto con la sua grande robustezza e resistenza anche a forti venti.

Giulio Farinelli dell'Azienda Florovivaistica il Sughereto, un piccolo vivaio nato dall'esuberante passione per le orchidee, seguita poi da studi e dedizione per coltivazione amatoriale di questa pianta. Qui ricorda le norme di coltivazione di alcuni ibridi del genere Cymbidium, selezionati per la loro più facile manutenzione.


 

Oltre alla nostra rivista, puoi comprare online anche i nostri libri

Ora anche in formato digitale!