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Aiuola sempre profumata

di Maurizio Zarpellon
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  • Aiuola sempre profumata
  • 1) Robinia pseudoacacia ‘Monophylla’, 2) Syringa vulgaris, 3) Crataegus monogyna, 4) Mahonia x media ‘Charity’, 5) Rosa, 6) Lilium candidum, 7) Rosa ‘Louis Odier’ 8) Lavandula angustifolia ‘Hidcote’, 9) Dianthus gratianopolitanus ‘Norfolk’ o Rosa ‘The Dark Lady’
  • Lilium candidum
  • Crataegus monogyna
  • Dianthus gratianopolitanus
  • Rose

In un giardino la scelta di piante e fiori dovrebbe avere come finalità lo stimolo della vista, ma non solo, anche l’olfatto, quindi il gusto, il tatto e infine l’udito.

Qui analizziamo il progetto di un angolo dedicato all’olfatto, un luogo dove sostare per leggere, conversare o dormire… immersi nei profumi che la natura può donare.

 

Consigliamo un appezzamento non troppo piccolo, per esempio 10 x 6 m, sarebbe già un’ottima dimensione. Il motivo è presto detto, la pianta principale che andiamo a far crescere (e cresce velocemente) è una Robinia pseudoacacia ‘Monophylla’ che si riveste in maggio-giugno di numerosissimi grappoli candidi e soprattutto intensamente profumati. Quest’albero, che pomiamo sui due terzi della grande aiuola, si distingue per la corteccia liscia e il tronco diritto, la chioma colonnare, alta ma non troppo larga, abbastanza rada da lasciar passare molta luce, necessaria alla sopravvivenza di altre specie e lievemente ombreggiante per un giusto relax.

 

Syringa vulgaris

Sui tre lati dell’aiuola piantiamo una siepe abbastanza fitta che servirà anche per dare un po’ di riservatezza al nostro angolo: Syringa vulgaris, ormai reperibile in molti ibridi nei colori dal bianco puro al rosso, con tutte le sfumature di rosa e lilla. Il soave profumo che emana in maggio potrebbe mescolarsi a quello della robinia e creerebbe uno stordimento totale da fragranza concentrata, i fiori daranno il meglio di sé dopo una giornata di luce e calore e ci lasceranno inebriati al calare del sole.

 

Crataegus monogyna

Sul lato opposto alla robinia e in pieno sole, impiantiamo due o tre arbusti di Crataegus monogyna ovvero il biancospino. Non sarà facile trovarne e occorrerà visitare qualche vivaio specializzato in arbusti, si tratta infatti di una specie che nessuno prende troppo in considerazione… eppure è una pianta con molti pregi: ha una fioritura straordinariamente appariscente (anche se breve), profumata di miele, ha bacche autunnali di un bel rosso brillante e infine si adatta a quasi tutte le condizioni ambientali del nostro Paese, a livello del mare come ad alta quota.

 

Mahonia x media ‘Charity’

Accanto al gruppo di biancospini piantiamo una bella famiglia di Mahonia x media ‘Charity’, piante belle per il loro aspetto scultoreo e favolose nella fioritura di fine inverno, quando emanano un dolce profumo di mughetto. Nelle vicinanze della robinia, non guasterebbe una panca in legno, magari appoggiata alla ghiaia, per accogliere il nostro riposo.

 

Rose

Alle spalle della panchina non dovrebbero mancare alcuni arbusti di rose, scegliendo le più profumate, e sono tante, come gli ibridi di rugosa: ‘Roseraie de l’Hay’ (abbastanza alta) o le più compatte ‘Hansa’, oppure le tapezzanti ‘Norfolk’ il cui aroma si spande per molti metri. Infine, se piacciono le rose inglesi… ecco una delle proposte migliori: ‘The Dark Lady’, rossa, voluttuosa, fortemente profumate di rosa antica.

 

Lilium candidum

Lasciamo uno spazio accanto alla panca per il trapianto d’agosto dei gigli di S. Antonio, quel Lilium candidum il cui profumo è giustamente famoso per l’intensità e dolcezza. Acquistiamo un buon numero di bulbi e prepariamo per loro un terreno ben concimato e con molta sabbia, servirà ad evitare i ristagni d’acqua, loro peggior nemico, perché favorisce la botrite. Si interrano senza coprirli troppo e soprattutto in fretta, cioè senza lasciare a lungo i preziosi bulbi in magazzino.

 

Ancora una macchia di rose per completare l’aiuola davanti ai biancospini. Una Rosa “Bourbon” profumatissima e rustica, come la ‘Louis Odier’. I fiori a coppa, rosa intenso sfumati di magenta si adattano benissimo alla coltura nei pressi di arbusti alti o alberi che possono provocarle un po’ di ombra. La fragranza di questa rosa si spanderà per gran parte della giornata, ma soprattutto quando il sole colpirà in pieno le piante.

 

Il primo piano piantiamo lavanda e garofani. La prima macchia è di Lavandula angustifolia ‘Hidcote’ più volte citata per i tantissimi pregi e non ultimo il profumo fresco e intenso. La porzione di terreno dove si piantano le lavande è quello più soleggiato, non risparmiamo su queste piccole piante e facciamone un gruppo folto, che farà sentire la sua presenza per quasi tutta l’estate e parte dell’autunno.

 

Dianthus gratianopolitanus

Ma la superficie più ampia del primo piano, lasciamola ai garofani, per esempio Dianthus gratianopolitanus magari nelle colorazioni bianche che ben accompagnano tutte le sfumature di rosa o lavande. I garofani si dispongono a formare un abbraccio ideale attorno alla panchina, un tappeto fiorito e soave per gran parte della giornata.

 

VIVAIO ALPINIA
Maurizio Zarpellon
via Gambarello, 9
12013 Chiusa di Pesio (Cn)
Tel. 333 7437985
info@vivaioalpinia.it
http://www.vivaioalpinia.it
http://www.piantevivai.com

 

(Disegni di Daniela Baldoni)

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Nei numeri scorsi di Giardini abbiamo incontrato numerosi nuovi amici...

Valerio Gallerati e gli arbusti del suo Vivaio Vita Verde, un vivaio nato con la coltivazione di giovani piante forestali, ora, grazie alla sua ricerca di essenze meno diffuse,  anche produttore di essenze autoctone legnose rare, endemismi italici della flora legnosa, frutti selvatici, giovani piante da rimboschimento.

Maurizio Feletig esperto di arbusti da bacca e di rose antiche che produce nell'Azienda Agricola Feletig, ad Arignano in provincia di Torino.

Tullio Destefano de L'erbaio della Gorra che ritroviamo con la moglie Valentina Povero nelle mostre di primavera sempre tra i colori e i profumi delle sue festose erbacee, di cui descrive stagione per stagione le fioriture più belle.

Flavia Angotti cura, con il marito Aldo, il Biovivaio Granburrone, un vivaio biologico posto tra le colline umbre, in un ambiente incontaminato, dove produce, nel pieno rispetto della natura e dei suoi ritmi, piante officinali e aromatiche, collezioni di lavande e cisti.

Elisa Benvenuti del piccolo vivaio fiorentino Le essenze di Lea che coltiva e commercializza numerose e rare varietà di salvie ornamentali  e che descrive con la passione del collezionista.

Davide Picchi sempre alla ricerca di piante rare, racconta i suoi viaggi e le specie insolite che poi coltiva acclimatandole nel suo vivaio-giardino La Casina di Lorenzo in provincia di Lucca.
 
Il giovane vivaio di Alice Galante, Lilium Aquae, offre forse le specie tra le più spettacolari, nato dal desiderio di divulgare e condividere la poesia del giardino d'acqua, presenta su Giardini ninfee, fior di loto e piante palustri.

Ugo Fiorini riscopre e riproduce antiche varietà di frutti nel suo Vivaio Belfiore, posto sulle colline di Firenze, all'interno di grande parco di conservazione di essenze rare, dove organizza anche numerose attività collaterali, come percorsi didattici e corsi di coltivazione e potatura biologica, corsi d’innesto e difesa delle piante con prodotti naturali.


... e molti altri ne incontreremo quest'anno! Già in questo primo numero di gen/feb'12...

Maurizio Casale di Phytotrend, specializzato nella coltivazione di graminacee, crea giardini a bassa manutenzione e ridotti consumi idrici, qui presenta Muhelembergia dubia, un'erba ideale per zone con estati calde e aride.

Fabio Giani di Vivai Giani specializzatosi in piante rampicanti dopo un'esperienza di giardiniere in piccoli giardini torinesi dove l’esigenza di schermare pareti e ringhiere richiama l’interesse per queste piante. Qui descrive Lonicera similis var. delavayi, un rampicante profumato e sempreverde.

Pierlorenzo Marchiafava nel suo Vivaio Conifere Esotiche produce da seme e coltiva 57 specie di pini rari e di grande potenzialità ornamentale e paesaggistica. Qui suggerisce Pinus yunnanensis, un pino dall'apparente leggerezza evidente al minimo soffio di vento, in contrasto con la sua grande robustezza e resistenza anche a forti venti.

Giulio Farinelli dell'Azienda Florovivaistica il Sughereto, un piccolo vivaio nato dall'esuberante passione per le orchidee, seguita poi da studi e dedizione per coltivazione amatoriale di questa pianta. Qui ricorda le norme di coltivazione di alcuni ibridi del genere Cymbidium, selezionati per la loro più facile manutenzione.


 

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