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Aiuola rocciosa molto piccola

di Maurizio Zarpellon
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  • Minuscola aiuola rocciosa
  • 1) Lastra di ardesia, 2) Sassi e pezzi di roccia non troppo pesanti, 3) Miscela di torba, humus, argilla e sabbia, 4) Piante con esigenze simili, 5) Ghiaia spezzata e qualche sasso più grande
  • 1) Lastra di ardesia, 2) Sassi e pezzi di roccia non troppo pesanti, 3) Miscela di torba, humus, argilla e sabbia, 4) Piante con esigenze simili, 5) Ghiaia spezzata e qualche sasso più grande
  • Trovare le pietre e il supporto adatto
  • Fissare le pietre al supporto (lastra di ardesia)
  • Preparare il terriccio
  • Mossa vincente: il posto
  • Mossa vincente: il posto

Progetto per un rock garden minuscolo

 

Per l’aiuola di questo mese propongo di pensare in grande e agire in piccolo! Ovvero immaginare un grande giardino -una rupe di montagna, una scogliera- e replicarlo in miniatura in uno spazio piccolissimo!

Un mini rock garden si può posizionare ovunque ci sia un supporto solido: un muretto, una ringhiera, un vecchio tavolo, un tombino sporgente dal prato e, ovviamente per terra, anche se non è la posizione migliore.

Occorre poi concentrare l’attenzione su piante piccolissime, reperibili in qualsiasi garden, con poca spesa. Ma in poco spazio si possono anche collezionare piante molto rare e di valore e allora il gioco diventa pregevole.

 

Trovare le pietre e il supporto adatto

Consiglierei un giro in montagna alla ricerca di sassi e pezzi di roccia non troppo pesanti e una lastra di ardesia o di altra pietra stratificata che possa servire da supporto alla composizione. Le pietre sono importanti perché fanno la differenza tra un semplice “vaso con pianta” e un “giardino”, sono il valore aggiunto, sono l’ambientazione. Le migliori sono le pietre spaccate, non i ciottoli di fiume levigati da secoli di alluvioni. Le più belle son quelle di montagna, evitando il tufo o la pietra lavica… a meno che l’aiuola non sia in zona Vesuvio o Etna. Si possono fare accostamenti di colore e sperimentazioni varie, ciò che deve emergere è appunto il valore simbolico, ovvero forme e colori che ricordino l’ambiente rupestre. Se la disposizione risulta troppo ricercata viene a mancare alla composizione la naturalezza. O quella che gli anglosassoni chiamano wilderness, la bellezza selvaggia.

 

Fissare le pietre al supporto (lastra di ardesia)

Questa operazione richiede pazienza e colla da piastrelle, la migliore è quella per piastrelle da esterno. Evitiamo il cemento (troppo grossolano) che trattiene poco e si spacca al primo gelo, così come i vari mastici bi-componenti che consigliano ai magazzini edili. Per una presa migliore conviene spazzolare tutte le pietre, quindi lavarle e farle asciugare. Disporle e incollarle sul perimetro della lastra in pietra, ottenendo così una specie di vasca larga e bassa: l’ideale per riempirla di buon terriccio e piantarci le amate piante.

 

Preparare il terriccio

In così poco spazio si riescono a disporre stranamente molte piante che però avranno a disposizione poco nutrimento, quindi è meglio partire con un substrato fertile. Una miscela di torba, humus, argilla e un po’ di sabbia vanno benissimo, anche se ormai in commercio si trovano ottimi preparati con lapillo o pomice, utili per alleggerire e drenare, ma anche per tamponare l’eccesso di acqua. Attendere che le pietre abbiano aderito perfettamente tra di loro.

 

Piantare

La scelta delle piante da utilizzare deve essere condotta non solo seguendo il proprio piacere estetico, ma suddividendole in base alle esigenze di clima e terreno. Evitiamo quindi di abbinare nella medesima composizione piante acidofile con basofile, oppure mediterranee con alpine, o peggio piante amanti dell’ombra con altre desiderose di asciutto e pieno sole.

 

Rifinire

Una ottima rifinitura si ottiene spargendo ghiaia spezzata sul terreno, fin contro il colletto delle piante. Meglio la ghiaia più anonima possibile, evitando cioè le ghiaie monocolore o peggio colorate artificialmente. Disponiamo poi qualche sasso più grande, tenendo presente le forme di base e il loro abbinamento. Le tre forme principali facilmente abbinabili sono: allungata, sferica e prostrata o allargata.

 

Mossa vincente: il posto

La sistemazione finale della composizione è lasciata al proprio gusto, anche se le posizioni migliori sono quelle da 40 a 80 cm da terra. Verifichiamo se in giardino c’è un muretto o un pozzetto d’ispezione lasciato troppo alto. Altrimenti potremmo ricavare il supporto adatto da un ceppo di legno. Sul terrazzo o balcone l’ideale sarebbe un vecchio e piccolo tavolino in ferro, ma è sufficiente anche un vaso rovesciato o una pila di 8-10 mattoni.

 

 

VIVAIO ALPINIA

Maurizio Zarpellon

via Gambarello, 9

12013 Chiusa di Pesio (Cn)

Tel. 333 7437985

info@vivaioalpinia.it

http://www.vivaioalpinia.it

http://www.piantevivai.com

 

(Disegni di Daniela Baldoni)

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