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Aiuola d'inverno zero gradi

di Maurizio Zarpellon
  • Aiuole
  • Lavori e consigli
  • Il progetto prevede un’aiuola di almeno cinque metri per tre, rivolta idealmente a sud, lievemente ombreggiata da qualche arbusto di buona dimensione. Il terreno, precedentemente sarchiato, concimato e vangato dovrebbe essere preferibilmente di medio impasto e neutro, non argilloso (nel caso si può aggiungere una dose massiccia di sabbia). 1) Hamamelis 2) Chimonanthus praecox 3) Mahonia japonica  4) Viburnum x bodnantense ‘Dawn’ 5) Sarcococca hookeriana 6) Daphne odora 7) Helleborus niger
  • 1) Hamamelis 2) Chimonanthus praecox 3) Mahonia japonica  4) Viburnum x bodnantense ‘Dawn’ 5) Sarcococca hookeriana 6) Daphne odora 7) Helleborus niger
  • Un arbusto che ben si accompagna è Chimonanthus praecox o calicanto d’inverno. La sua fioritura può iniziare fin da dicembre e fa sentire il suo intenso profumo per parecchi metri intorno. I fiori sono curiose coppette con molti petali giallo pallido e rossi al centro. Per l’aiuola ne bastano due o tre esemplari.
  • Una seconda macchia è formata da alcune piante, purtroppo non facili da reperire, di Daphne odora, che regalano il miglior profumo che si possa sentire in giardino. Per fiorire al meglio vuole esposizioni non troppo fredde, e se il giardino è riparato da un muro o da una siepe frangivento i risultati saranno migliori. Anche l’altitudine gioca un ruolo importante, meglio la collina bene esposta che la pianura nebbiosa. Ha fogliame persistente e portamento arrotondato, la fioritura abbondante è rosa chiaro da gennaio a marzo. La ricerca di nuove varietà di Daphne è sempre appassionante e difficile in uguale misura. Per alcune di esse la coltivazione non è semplice, anche se alcune varietà sono senz’altro rustiche e resistenti al freddo.
  • Tra le due macchie di arbusti ecco infine il re dell’inverno, l’elleboro nella specie più diffusa, ovvero Helleborus niger. Consigliamo di inserire nell’aiuola almeno 9-10 piante che formeranno nel giro di un anno un bel tappeto sempreverde e compatto. Come gli arbusti finora indicati, anche gli ellebori, gradiscono terreni neutri o tendenti all’alcalino (fa eccezione Hamamelis che si adatta anche ai terreni acidi), sarà sufficiente una buona fertilità. Si avvantaggeranno della mezz’ombra offerta dagli arbusti. Lo sbocciare dei suoi fiori a coppa e un po’ ricurvi è sempre una festa. Alcuni si possono recidere e la durata in vaso è proverbiale.

Aiuola invernale per temperature intorno allo zero

 

Il progetto prevede un’aiuola di almeno cinque metri per tre, rivolta idealmente a sud, lievemente ombreggiata da qualche arbusto di buona dimensione. Il terreno, precedentemente sarchiato, concimato e vangato dovrebbe essere preferibilmente di medio impasto e neutro, non argilloso (nel caso si può aggiungere una dose massiccia di sabbia).

 

Ed eccole: le regine dell’inverno

 

Hamamelis

Ề il primo arbusto da collocare: Hamamelis mollis, è la specie tipo, ma nei vivai è facilmente reperibile anche la cultivar Hamamelis x intermedia ‘Arnold Promise’ dai fiori giallo oro o ‘Jelena’ con fiori arancio ramati. Sono particolarmente resistenti alle varie esposizioni e tipi di terreno benché si adattino meglio a quelli neutri. La fioritura profumata in gennaio e febbraio è costituita da fiori a forma di piccoli pompon, ovviamente prima delle foglie. Le dimensioni simili a quelle di un piccolo nocciolo inducono a farne delle macchie di almeno due-tre esemplari.

 

Chimonanthus praecox

Un arbusto che ben si accompagna è Chimonanthus praecox o calicanto d’inverno. La sua fioritura può iniziare fin da dicembre e fa sentire il suo intenso profumo per parecchi metri intorno. I fiori sono curiose coppette con molti petali giallo pallido e rossi al centro. Per l’aiuola ne bastano due o tre esemplari.

 

Mahonia japonica

Davanti agli arbusti, un gruppo di Mahonia japonica, che mantiene un aspetto interessante anche per il resto dell’anno, sia per il portamento che per la forma del fogliame gradevolmente lucido. I fiori sono prodotti in abbondanti racemi penduli e affusolati, gialli, dal profumo intenso e gradevole.

 

Viburnum x bodnantense ‘Dawn’

In posizione centrale, a dividere il gruppo degli Hamamelis da quello del calicanto, ancora un arbusto, in un solo esemplare, viste le buone dimensioni che può raggiungere: Viburnum x bodnantense ‘Dawn’. Una pianta che mostra tutto il suo potenziale fin dall’autunno colorando il fogliame di rosso; i suoi fiori invernali sono di un affascinante rosa chiaro, più intensi in boccio. Sono piccoli e tubulari, riuniti in infiorescenze globose. Anche il viburno profuma, eccome, e resiste al gelo forse meglio degli altri fiori invernali.

 

In primo piano collochiamo almeno due tipi di arbusti nani inframmezzati da un tappeto di ellebori.

 

Sarcococca hookeriana 

Il primo arbusto basso e compatto, cespitoso come un bosso, ma dalla fioritura esuberante è Sarcococca hookeriana var. humilis, oppure la varietà digyna. Un sempreverde amante della mezz’ombra e dai minuti fiori bianchi con antere rosa, profumatissimi, che alla fine dell’inverno lasceranno il posto a piccole bacche nere e globose. Non superando i 60 cm di altezza e altrettanti di diametro, questa pianta si adatta bene a vivere in gruppi di almeno cinque esemplari.

 

Daphne odora 

Una seconda macchia è formata da alcune piante, purtroppo non facili da reperire, di Daphne odora, che regalano il miglior profumo che si possa sentire in giardino. Per fiorire al meglio vuole esposizioni non troppo fredde, e se il giardino è riparato da un muro o da una siepe frangivento i risultati saranno migliori. Anche l’altitudine gioca un ruolo importante, meglio la collina bene esposta che la pianura nebbiosa. Ha fogliame persistente e portamento arrotondato, la fioritura abbondante è rosa chiaro da gennaio a marzo. La ricerca di nuove varietà di Daphne è sempre appassionante e difficile in uguale misura. Per alcune di esse la coltivazione non è semplice, anche se alcune varietà sono senz’altro rustiche e resistenti al freddo.

 

Helleborus niger

Tra le due macchie di arbusti ecco infine il re dell’inverno, l’elleboro nella specie più diffusa, ovvero Helleborus niger. Consigliamo di inserire nell’aiuola almeno 9-10 piante che formeranno nel giro di un anno un bel tappeto sempreverde e compatto. Come gli arbusti finora indicati, anche gli ellebori, gradiscono terreni neutri o tendenti all’alcalino (fa eccezione Hamamelis che si adatta anche ai terreni acidi), sarà sufficiente una buona fertilità. Si avvantaggeranno della mezz’ombra offerta dagli arbusti. Lo sbocciare dei suoi fiori a coppa e un po’ ricurvi è sempre una festa. Alcuni si possono recidere e la durata in vaso è proverbiale.

 

VIVAIO ALPINIA
Maurizio Zarpellon
via Gambarello, 9
12013 Chiusa di Pesio (Cn)
Tel. 333 7437985
info@vivaioalpinia.it
http://www.vivaioalpinia.it
http://www.piantevivai.com

(Disegni di Daniela Baldoni)

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