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Aiuola di timi

di Maurizio Zarpellon
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  • Thymus
  • Buxus sempervirens ‘Suffruticosa’
  • Buxus sempervirens ‘Suffruticosa’

Talvolta il timo ricorda una scogliera marina con la sua macchia e il vento caldo, oppure un muro a secco in montagna, appena ombreggiato da larici e abeti... Questa bella pianta officinale, nei suoi mille travestimenti, può anche ricordare altre piante: il limone per esempio, oppure è talmente basso e fitto da sembrare un muschio.

Collezioniamo tutte le varietà e le specie di timi che incontriamo nel peregrinare tra vivai e mostre e creiamo un “letto di timi”, cioè una aiuola abbastanza ampia, soleggiata e priva di ristagni (magari appena sopraelevata) completamente ammantata delle più diverse varietà. Il tutto circondato da una cornice di sempreverde, bassa e fittissima, come Buxus sempervirens ‘Suffruticosa’, oppure da una essenza grigia e rustica, come Santolina chamaecyparissus. Se l’aiuola ha una buona dimensione si possono introdurre altri elementi come sfere o piramidi di Buxus (bosso), o bellissimi e originali alberetti di rosmarino.

 

Dove in giardino

Un letto di timi particolarmente intrigante dovrebbe essere inserito in un contesto omogeneo, come, per esempio tra altre aiuole dalla simile coreografia, oppure tra vialetti di ghiaia. Altrimenti, senza l’inserimento delle basse siepi di bosso nano, può trovare una posizione ideale in un ripido pendio roccioso, il vero ambiente naturale per questo genere di piante.

 

Preparazione del terreno

Innanzitutto ripuliamo perfettamente l’area da ogni residuo d’infestante, meglio ancora aver provveduto per tempo con un “disseccante a basso impatto” (tipo il glifosate) che dovrebbe eliminare le infestanti senza inquinare troppo il terreno sottostante.

Successivamente s’ingloba un buon fertilizzante organico vangando, quindi si zappa e si rastrella fino a formare un piano morbido e accogliente per le piante.

 
Il bordo in topiaria

Piantiamo quattro picchetti di legno agli angoli del rettangolo, collegandoli con un cordino ben teso. I lati devono apparire perfettamente paralleli e gli angoli a 90°. Sui lati piantiamo Buxus sempervirens ‘Suffruticosa’, il più piccolo e compatto dei bossi, l’ideale per formare siepi basse e dall’aspetto molto ordinato. Dovremo solo provvedere, dopo aver lasciato crescere liberamente le piante il primo anno, a dar loro la forma che ci aggrada e a mantenerla con regolari potature, due tre volte l’anno. Inoltre lasciando crescere le quattro piante poste agli angoli dell’aiuola e potandole accuratamente si possono ottenere delle forme topiarie (sfera, piramide, spirale, cubo ecc) semplici e assolutamente piacevoli, anche per “ricondurre” l’aiuola ad un certo equilibrio. La forma curata e rigida della cornice permette di lasciare il resto dell’aiuola a una relativa anarchia, in un morbido astrattismo. Le varie piante dei timi infatti possono offrire un esaltante aspetto estetico mescolandosi tra di loro, un patchwork  attraente e multicolore che difficilmente stancherà.

 

Un letto di timi

All’interno dell’aiuola, per una volta lasciamo fare all’istinto, unica regola utilizziamo almeno tre o cinque piante per specie o varietà, altrimenti l’effetto sarà una mescolanza troppo fitta che vedrà inesorabilmente perire alcune piante in tempi brevi. Per lo stesso motivo, alterniamo anche piante a portamento più assurgente a quelle assolutamente striscianti.

 

Thymus?

  • T. vulgaris, super classico, perfetto in ogni condimento e anche in giardino per l’aspetto abbastanza ordinato e l’intensa fioritura lilla a fine primavera
  • T. ‘Doone Walley’ con le sue foglie che virano al giallo sugli apici e al rosso d’inverno, dal pronunciato aroma di limone, l’ideale per una tisana corroborante o nei piatti pesce
  • T. x citriodorus ancora un timo che sa di limone
  • T.  serpyllum, tra tutti il più montanaro
  • T.  ‘Silver Queen’ dalle foglie marginate di bianco
  • T.  praecox ‘Coccineus’ dalla esuberante fioritura rosa scuro
  • T.  praecox ‘Pink Chintz’ dalla fioritura rosa chiaro
  • T.  praecox ‘Albiflorus’ dalla fioritura bianca

Tanti e tanti altri possono essere scoperti e introdotti nel tappeto dei timi, basterà lasciare qualche buco qua e là, coprendolo momentaneamente con scorza di pino o meglio ancora con una pezza di agritela e ghiaia.

 

Manutenzione

Le cure che richiedono sono poche: una concimazione annuale a base di un fertilizzante organico (con poco azoto), irrigazioni solo nei momenti siccitosi, una potatura dopo la fioritura per dare una riordinata e favorire la compattezza delle piante.

 

Utilizziamo i rami asportati

I rametti che non sono di uso immediato, si fanno essiccare al più presto su una rete sottile in un ambiente ombroso e asciutto: il timo secco tornerà utile anche per lenire i raffreddori e i dolori addominali durante le influenze invernali. 

 

Le dimensioni

Il modulo base può essere di tre x due metri, ma le dimensioni possono senz’altro essere modificate fino ad arrivare a un solo (e anche meno) metro quadro. Lo stesso modulo può essere utilizzato adattandolo alle situazioni più disparate, come vasi o terrazzi.

 

Quante piante?

Buxus sempervirens ‘Suffruticosa’n. 33  (una pianta ogni 30 cm)                         

Thymus vulgaris e T. Serpyllum n. 10 (5 per specie) in vasi diametro 13 cm       

Thymus in varietà (le meno conosciute) n. 44 (circa 9 piante al mq) in vasi diametro 13 cm       

 

VIVAIO ALPINIA
Maurizio Zarpellon
via Gambarello, 9
12013 Chiusa di Pesio (Cn)
Tel. 333 7437985
info@vivaioalpinia.it
http://www.vivaioalpinia.it
http://www.piantevivai.com

 

(Disegni di Daniela Baldoni)

 

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Maurizio Feletig esperto di arbusti da bacca e di rose antiche che produce nell'Azienda Agricola Feletig, ad Arignano in provincia di Torino.

Tullio Destefano de L'erbaio della Gorra che ritroviamo con la moglie Valentina Povero nelle mostre di primavera sempre tra i colori e i profumi delle sue festose erbacee, di cui descrive stagione per stagione le fioriture più belle.

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... e molti altri ne incontreremo quest'anno! Già in questo primo numero di gen/feb'12...

Maurizio Casale di Phytotrend, specializzato nella coltivazione di graminacee, crea giardini a bassa manutenzione e ridotti consumi idrici, qui presenta Muhelembergia dubia, un'erba ideale per zone con estati calde e aride.

Fabio Giani di Vivai Giani specializzatosi in piante rampicanti dopo un'esperienza di giardiniere in piccoli giardini torinesi dove l’esigenza di schermare pareti e ringhiere richiama l’interesse per queste piante. Qui descrive Lonicera similis var. delavayi, un rampicante profumato e sempreverde.

Pierlorenzo Marchiafava nel suo Vivaio Conifere Esotiche produce da seme e coltiva 57 specie di pini rari e di grande potenzialità ornamentale e paesaggistica. Qui suggerisce Pinus yunnanensis, un pino dall'apparente leggerezza evidente al minimo soffio di vento, in contrasto con la sua grande robustezza e resistenza anche a forti venti.

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