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Aiuola di rosmarino

di Maurizio Zarpellon
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  • Aiuola di rosmarino
  • assemblare le tavole con viti da legno bronzate (sono meno visibili), forare con una punta da legno sottile prima di avvitare (per evitare la fessurazione del materiale) (disegno di Daniela Baldoni)
  • assemblare le tavole con viti da legno bronzate (sono meno visibili), forare con una punta da legno sottile prima di avvitare (per evitare la fessurazione del materiale) (disegno di Daniela Baldoni)
  • rosmarino
  • rosmarino
  • N° 2 tavole abete impregnato  Lungh. 155 cm Alt. 20 cm Spess. 2,5 cm (schizzo di Maurizio Zarpellon)
  • N° 3 tavole abete Impregnato Lunh. 115 cm Alt. 20 cm Spess. 2,5 cm (schizzo di Maurizio Zarpellon)
  • N° 2 tavole abete Impregnato Lungh. 160 cm Alt 20 cm Spess 2,5 cm (schizzo di Maurizio Zarpellon)

Innanzitutto la pianta: Rosmarinus officinalis ‘Prostratus’, ovvero quella cultivar di rosmarino a rami striscianti, molto aromatica e dalle foglie di un bel verde scuro e lucido. Questa pianta sta incontrando sempre più successo tra i giardinieri che non esitano ad inserirla in molte composizioni, soprattutto come pianta tappezzante. Ed è appunto questa caratteristica di pianta bassa e dall’aspetto denso, facilmente gestibile con la potatura, che sfuttiamo per un’aiuola sul terrazzo. Una soluzione ideale per quelle terrazze con tanto spazio a disposizione, che spesso sembrano un po’ vuote all’interno, mentre il perimetro è denso di siepi e vasi appesi. Il nostro parterre di rosmarino dovrebbe ricordarci un prato, un esercizio estetico estremamente piacevole che può essere variato a piacimento. Ovviamente è una idea che può trovare realizzazione anche in un giardino, anzi ruggeriamo di accostare l’aiuola di rosmarino all’aiuola di timo illustrata nel numero scorso.   Il contenitore Innanzitutto si tratta di realizzare una sorta di contenitore in legno ampio, ma alto appena venti centimetri. Una forma regolare come un rettangolo di 160x120. Per fare questo ci serviremo di tavole in abete o larice, tipo quelle utilizzate dai muratori, magari acquistandole già piallate. Non occorre che siano molto spesse, bastano quelle da 22 o 25 mm. Le misure esatte sono nel progetto che segue. Servono anche altre tavole più corte, in cui ricavare degli incastri ogni 40 cm. Il tutto si assembla formando una specie di scacchiera con il lato di ogni casella di 40 cm.   Drenaggio Per migliorare il drenaggio bisogna posizionare sul pavimento uno strato di vecchie piastrelle non troppo grandi, per esempio 20x20 cm, distanziandole almeno 1-2 cm l’una dall’altra. Su questo piano di piastrelle si posa la vasca contenitore, avendo cura di non lasciarle sbordare oltre il legno. I piccoli canali che si formano tra una piastrella e l’altra lasceranno passare l’acqua in eccesso. Ma per evitare la fuoriuscita di terreno bisogna rivestire il fondo del contenitore con uno strato di agritela. Quindi si aggiunge un sottile strato di materiale drenante, come l’argilla espansa e poi un buon terreno da coltura, acquistato già pronto al garden center. Le piante di rosmarino si posizionano nelle singole caselle proprio come in una scacchiera, una si e una no, lasciando cioè delle caselle vuote.   Il colore In queste si verserà della ghiaia bianca o rossa o nera, a seconda dei colori predominanti della terrazza e della casa. Stesso principio si segue nella colorazione del legno. Si può impregnare con colore naturale trasparente, ma anche tinta noce, se i travi dell’abitazione sono di questo materiale, o rovere, ciliegio ecc. Per un effetto particolarmente “japan”, anche il nero laccato può fare la sua figura.   Le cure per i rosmarini sono ridotte all’osso: una concimazione organica all’anno e un paio di potature per mantenere “in forma” le piante, senza lasciarle crescere troppo in altezza. L’effetto sarà quello di un elegante parterre. VIVAIO ALPINIAMaurizio Zarpellonvia Gambarello, 912013 Chiusa di Pesio (Cn)Tel. 333 7437985info@vivaioalpinia.ithttp://www.vivaioalpinia.ithttp://www.piantevivai.com (Disegni di DAniela Baldoni)

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Giardini di gennaio/febbraio'12 è in edicola!

 

Nei numeri scorsi di Giardini abbiamo incontrato numerosi nuovi amici...

Valerio Gallerati e gli arbusti del suo Vivaio Vita Verde, un vivaio nato con la coltivazione di giovani piante forestali, ora, grazie alla sua ricerca di essenze meno diffuse,  anche produttore di essenze autoctone legnose rare, endemismi italici della flora legnosa, frutti selvatici, giovani piante da rimboschimento.

Maurizio Feletig esperto di arbusti da bacca e di rose antiche che produce nell'Azienda Agricola Feletig, ad Arignano in provincia di Torino.

Tullio Destefano de L'erbaio della Gorra che ritroviamo con la moglie Valentina Povero nelle mostre di primavera sempre tra i colori e i profumi delle sue festose erbacee, di cui descrive stagione per stagione le fioriture più belle.

Flavia Angotti cura, con il marito Aldo, il Biovivaio Granburrone, un vivaio biologico posto tra le colline umbre, in un ambiente incontaminato, dove produce, nel pieno rispetto della natura e dei suoi ritmi, piante officinali e aromatiche, collezioni di lavande e cisti.

Elisa Benvenuti del piccolo vivaio fiorentino Le essenze di Lea che coltiva e commercializza numerose e rare varietà di salvie ornamentali  e che descrive con la passione del collezionista.

Davide Picchi sempre alla ricerca di piante rare, racconta i suoi viaggi e le specie insolite che poi coltiva acclimatandole nel suo vivaio-giardino La Casina di Lorenzo in provincia di Lucca.
 
Il giovane vivaio di Alice Galante, Lilium Aquae, offre forse le specie tra le più spettacolari, nato dal desiderio di divulgare e condividere la poesia del giardino d'acqua, presenta su Giardini ninfee, fior di loto e piante palustri.

Ugo Fiorini riscopre e riproduce antiche varietà di frutti nel suo Vivaio Belfiore, posto sulle colline di Firenze, all'interno di grande parco di conservazione di essenze rare, dove organizza anche numerose attività collaterali, come percorsi didattici e corsi di coltivazione e potatura biologica, corsi d’innesto e difesa delle piante con prodotti naturali.


... e molti altri ne incontreremo quest'anno! Già in questo primo numero di gen/feb'12...

Maurizio Casale di Phytotrend, specializzato nella coltivazione di graminacee, crea giardini a bassa manutenzione e ridotti consumi idrici, qui presenta Muhelembergia dubia, un'erba ideale per zone con estati calde e aride.

Fabio Giani di Vivai Giani specializzatosi in piante rampicanti dopo un'esperienza di giardiniere in piccoli giardini torinesi dove l’esigenza di schermare pareti e ringhiere richiama l’interesse per queste piante. Qui descrive Lonicera similis var. delavayi, un rampicante profumato e sempreverde.

Pierlorenzo Marchiafava nel suo Vivaio Conifere Esotiche produce da seme e coltiva 57 specie di pini rari e di grande potenzialità ornamentale e paesaggistica. Qui suggerisce Pinus yunnanensis, un pino dall'apparente leggerezza evidente al minimo soffio di vento, in contrasto con la sua grande robustezza e resistenza anche a forti venti.

Giulio Farinelli dell'Azienda Florovivaistica il Sughereto, un piccolo vivaio nato dall'esuberante passione per le orchidee, seguita poi da studi e dedizione per coltivazione amatoriale di questa pianta. Qui ricorda le norme di coltivazione di alcuni ibridi del genere Cymbidium, selezionati per la loro più facile manutenzione.


 

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