Aiuola con bonsaiUna pianta rigorosa e scultorea circondata da pennellate di fiori estivi e tardo primaverili tra ciottoli di fiume
Non tutti i giardini sono adatti ad ospitare quei bellissimi esemplari di “macro bonsai” che sempre più spesso vediamo esposti nei migliori garden center. Il termine “macro bonsai” utilizzato dagli addetti ai lavori è una contraddizione di termini. Il bonsai è per definizione una pianta molto piccola, così mantenuta con opportune tecniche “riducenti”, di nota e chiara derivazione cinese e giapponese, “macro” dedinisce bonsai grossi o ben più grandi del normale. Se però ci siamo innamorati di un Ilex crenata, un Taxus baccata, una camelia o di qualsiasi altra specie coltivata a macro bonsai, allora non resta che garantire l’accoglienza che merita sistemando con cura l’angolo di giardino che l’ospiterà.
Ipotizziamo uno spazio a disposizione di metri cinque per tre. Un rettangolo dove evidenziare al meglio il nostro esemplare. Un errore molto comune è quello di trattare il bonsai come se si trattasse di un qualsiasi arbusto, ovvero piantandolo direttamente nel terreno. In questo modo veniamo a perdere gran parte dell’effetto bonsai, ovvero di rappresentare piante vetuste e contorte dalle intemperie. Occorre posizionarlo in alto, in una prospettiva comoda alla vista, che permetta di apprezzare la forma del tronco e delle sue branche contorte. Un dosso di terreno sarebbe l’ideale, meglio però un contenitore in legno, semplice, ampio e magari di color mogano, così che attiri l’attenzione. Le sue misure dovrebbero essere quelle di un cubo con i lati di 80 cm. Ve ne sono di già pronti in vendita a cui dare una bella mano di vernice, oppure si può ricorrere ad un buon falegname.
Sistemiamo il cassone con la sua pianta in una posizione di ¾ nell’aiuola dedicata, e per evitare che altre piante gli rimangano addossate, distribuiamo alla base un tappeto di ciottoli di fiume (in questo caso una forma regolare sarebbe più indicata). Poco più in là sistemiamo le piante di contorno.
Si inzia con bella macchia di Potentilla fruticosa (n. 12-15) scelta nella varietà più bassa (h 40-50 cm) come la ‘Marian Red Robin’ (‘Marob’), oppure la ‘Red Ace’. Sono potentille a fiore rosso e arancio che oltre a fiorire per quasi tutta l’estate sanno essere discrete, proprio perché mai esuberanti nel portamento e fioritura, quindi “accompagnano” la primadonna senza imporsi. Inoltre non hanno una forma rigorosa, anzi un tantino scapigliata, quel che serve per riequilibrare il rigore dato dal macro bonsai.
Alle potentille si aggiunga qualche Deutzia gracilis ‘Nikko’ (n. 10-12) che formeranno uno strato compatto e basso (h 25-30 cm) di piccole foglie verdi brillanti su cui si svilupperà una esuberante fioritura bianco candida a fine primavera e inizio estate. Ne risulterà un buon contrasto con i fiori rossi della potentilla.
Ancora una pianta bassa che tenterà di avvolgere gli arbusti nani, per esempio Gypsophila repens ‘Rosea’. E’ una perenne di cui spesso conosciamo le varietà alte di Gypsophila paniculata, l’ideale per completare i mazzi di fiori da taglio, ma le varietà nane e striscianti formano veri e propri cuscini abbastanza compatti che da maggio ad agosto si esprimono in una moltitudine di minutissimi fiori rosa, non più alti di 10-15 cm. Di queste bisogna disporne una buona quantità, almeno 30-40 piantine, facilmente reperibili nei vivai più forniti.
Se proprio si vuole ampliare il periodo delle fioriture è consigliato trapiantare qualche precocissima bulbosa a fiore candido o rosa come giacinti, Leucojum, Crocus e Galanthus, con l’unica accortezza di eliminarne a fine fioritura il fogliame deperito.
VIVAIO ALPINIA Maurizio Zarpellon via Gambarello, 9 12013 Chiusa di Pesio (Cn) Tel. 333 7437985
(Disegni di Daniela Baldoni) |
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