Stocker_2012_forbici-segacci Psenner_2012 Bakker_2011 Verdeacolori_2011 Zarpellon_2011 VivBuffa_2011 Verdemax_2011 Cifo_2011 Bonfante_2011 Acquaform_2011
Home

  • Sfoglio/Acquisto
    • Rivista Giardini
    • Abbonamenti online
    • I manuali di Giardini
    • Giardini in digitale
    • Singole Riviste
  • Piante
  • Lavori e consigli
  • Giardini
  • Ambiente
  • Appuntamenti Verdi

  • Arredo giardino
  • Macchine Attrezzi
  • Aziende Cataloghi
  • Vivai
  • Erboristeria
  • Animali
  • Mostra fotografica
Home

Agrifogli

di Paolo Cottini
  • Arbusti
  • Piante
  • Ilex aquifolium ‘Ferox’
  • Ilex aquifolium ‘Ferox Argentea’
  • Ilex dipirena
  • Ilex x altaclarensis ‘Lawsoniana’
  • Ilex aquifolium ‘M.me Briot’
  • Ilex aquifolium ‘Ovata Aurea’
  • Ilex aquifolium
  • Ilex aquifolium
  • Ilex aquifolium ‘Angustifolium’
  • Ilex aquifolium ‘Argenteomarginata Pendula’
  • Ilex aquifolium ‘Alaska’
  • Ilex x altaclarensis ‘ Golden King’
  • Ilex verticillata
  • Ilex cornuta
  • Ilex latifolia
  • Ilex pernyi
  • Ilex aquifolium ‘Handsworth New Silver’.
  • Ilex opaca ‘Flavescens Xanthocarpa’
  • Ilex opaca ‘Flavescens Xanthocarpa’
  • Ilex x altaclarensis ‘Wilsonii’
  • Ilex x altaclarensis ‘Maderensis Variegata’
  • Ilex aquifolium ‘Crassifolia’
  • Ilex x altaclarensis ‘James G. Esson’
  • Ilex aquifolium ‘Victoria’
  • Ilex aquifolium ‘Cookii’

Fin dall’antico mondo romano…

Se pensiamo che certe usanze natalizie - come quella di decorare pareti, porte e tovaglie con rametti d'agrifoglio - siano un'invenzione relativamente moderna oppure proveniente da popolazioni nordiche, ci sbagliamo, perché invece esse ci arrivano direttamente dall'antico mondo romano. Oltre duemila anni fa, i nostri progenitori non si comportavano molto diversamente da noi, quando in occasione delle feste Saturnalia - che, guarda caso, si tenevano nei giorni del solstizio invernale, appunto verso il 22 dicembre - si appuntavano sui vestiti ramoscelli d'agrifoglio, una pianta utilizzata quale potente talismano contro disgrazie e malefici. Anzi, era un uso piuttosto comune quello di piantare nei pressi delle abitazioni giovani esemplari d'agrifoglio, in funzione chiaramente apotropaica, anche se poi il loro godimento estetico doveva fin d'allora avere un certo peso. Non è difficile pensare che anche i latini apprezzassero tanto la bellezza di quelle foglie lucide e accartocciate, munite di spine utili ad allontanare 'nemici' veri e presunti, quanto, ovviamente, le splendide bacche rosse che sembravano create apposta per annunciare il ritorno del sole dopo il declino autunnale.

 

Simbolo anche nel cristianesimo

Il Cristianesimo non tardò ad impadronirsi di una tradizione così amata e consolidata, applicandole significati connessi alla morte di Gesù: le foglie potevano ricordare la corona di spine e le bacche rosse il suo sangue.

 

L’agrifoglio in Europa

E' certo, in ogni caso, che l'agrifoglio, a prescindere dai suoi contenuti simbolici, fa parte di quella non vastissima schiera di piante autoctone del nostro Paese, che anche in ambito ornamentale hanno saputo sempre imporsi per vigore, fascino e molteplicità di usi. Un tempo assai più diffuso di oggi, allo stato spontaneo, su tutto il territorio nazionale, in ambito europeo l'agrifoglio si è largamente distribuito nel settore mediterraneo-atlantico, quindi con una decisa preferenza per l'Europa occidentale (Regno Unito, Penisola Iberica e Francia) e per quella centro-meridionale (dal Mare del Nord giù fino all'Italia e alla Penisola Balcanica), spingendosi poi a est fino al Mar Nero e al Mar Caspio.

 

Ama i climi oceanici umidi e piovosi

Questo areale indica in modo chiaro che l'agrifoglio è legato ai climi oceanici, nei quali è forte il tasso di umidità e di piovosità, mentre esso evita i climi continentali (è del tutto assente nei Paesi dell'Est europeo) caratterizzati da una forte escursione termica. La sua esigenza di umidità è provata dal fatto che, in ambito mediterraneo, preferisce rifugiarsi in montagna, consociandosi con il faggio, suo grande alleato: lo testimonia la foresta Umbra sul Gargano, in cui enormi esemplari arborei d'agrifoglio si mescolano felicemente con i faggi. Per quanto riguarda l'habitat, l'agrifoglio preferisce medie condizioni di luce e suoli sciolti, mal tollerando i terreni calcarei.

 

Ilex aquifolium, unica specie in Italia

Tutto questo, naturalmente, si riferisce all'unica specie esistente in Italia, Ilex aquifolium, che è anche la più diffusa in Europa, a differenza di altre due specie assai più rare: I. colchica, di origine bulgaro-caucasica, e I. perado, che vive con alcune sottospecie e varietà naturali a Madeira e nelle Isole Canarie.

 

Le specie in Europa

In tutto, dunque, le specie europee sono solo tre, una sparuta minoranza in termini quantitativi all'interno di un genere che ne comprende altre 400 sparse in tutto il mondo, con particolare predilezione per le fasce temperate e tropicali. Il genere Ilex - che prende il suo nome da una certa rassomiglianza delle foglie con quelle del leccio, Quercus ilex - comprende piante sempreverdi o anche decidue, a portamento arbustivo o rampicante, dotate di foglie semplici, alterne (ciò che le differenzia facilmente dagli Osmanthus, che le hanno opposte), con margini spinosi o seghettati. I fiori solo raramente sono ermafroditi, tanto che la specie più nota, I. aquifolium, è una pianta dioica, cioè con sessi separati su piante diverse; le infiorescenze sono costituite da fiori singoli o da fascetti di 2-3, cui fanno seguito, com'è ovvio sugli esemplari femminili, bacche solitamente rosse. Circa questa stessa specie - che fu chiamata aquifolium sempre con allusione alle foglie pungenti, dal latino acer, acuto - si può ricordare che in natura raggiunge un'altezza massima di 10 m, mentre in coltivazione tocca anche i 25 m, ma solo nell'arco di più di un secolo. La corteccia è grigia e le foglie, lunghe fino a 10 cm, sono ovato-ellittiche, ondulate e di un bel verde lucido: esse hanno forma e dimensioni molto variabili, tanto che si va da quelle a margine completamente intero ad altre con spine triangolari lunghe anche più di 1 cm. Di solito le foglie intere si osservano sui rami più alti, mentre in basso prevalgono le più spinose, così come avviene che gli esemplari più vecchi hanno foglie non spinose tanto sui rami bassi come su quelli alti. Di tale variabilità naturale, che comprende anche il portamento, l'altezza, la colorazione di foglie e frutti, hanno approfittato i coltivatori, con il bel risultato che è possibile trovare in commercio un'infinità di cultivar, come: 'Angustifolia', con strette foglie spinose; 'Argenteomarginata', dalle variegature bianco-argentee; 'Pyramidalis Fructu-Luteo', con bacche giallo vivo; 'Ferox', che ha la pagina superiore delle foglie interamente ricoperta di spine; 'Pendula', dal portamento piangente; 'Silver Queen', con foglie variegate; 'Alaska', molto compatta ed estremamente rustica.

 

Varietà dalle forme coltivate

Ma il numero delle forme coltivate assume proporzioni rilevanti se si considerano anche quelle nate dall'ibridazione di I. aquifolium con I. perado, che ha dato vita al vasto gruppo di I. x altaclarensis. Queste piante hanno una costituzione più robusta, con foglie più grandi e talvolta prive di spine, e raggiungono i 4.5 m d'altezza in una decina d'anni, toccando alla fine anche i 20 m. Le forme più note sono: 'Golden King', dalle foglie variegate in oro e grandi bacche rosse; 'Camelliifolia', che ha foglie ellittiche e verde scuro come le camelie; 'Wilsonii', con grandi foglie spinose e grossi mazzi di bacche.  

Il genere Ilex, tuttavia, è talmente ricco di specie, che le variazioni sul tema restano numerosissime anche volendo ricorrere alle sole piante spontanee di tutto il mondo. Le specie a foglia caduca, come I. verticillata e I. serrata, ricevono minori attenzioni, mentre assai più rilevante è l'interesse per le sempreverdi. In quest'ultima categoria si è soliti operare una differenziazione fra le piante con foglie a margine intero o denta­to, ma non spinoso, e quelle dotate di spine pungenti: tra le prime vanno ricordate I. latifolia, 1. crenata e I. integra, fra le seconde, a parte I. aquifolium e le sue varietà, sono importanti I. perado e I. cornuta.

Introdotta dal Giappone nell'Ottocento, I. integra ha foglie intere o quasi, acuminate, larghe solo  2-3 cm: ibridata con I. pernyi ha dato origi­ne a I. x 'Accent', con foglie fornite di 3-4 spine morbide su ogni lato. Anche I. glabra, una specie spesso semi-sempreverde, ha foglie piccole e strette, quasi completamente prive di denti: originaria degli Usa orien­tali, si è rivelata una pianta molto rustica. Invece, I. latifolia, un arbusto che nella sua patria (Giappone) può toc­care i 15 metri d'altezza, ha foglie non spino­se, lunghe fino a 20 cm, inferiormente giallo-verde.

Parlando del gruppo a foglie spinose, sappiamo che I. perado, che abbiamo visto appartenere alla flora di Madeira e delle Canarie, in genere non viene coltiva­ta nella specie-tipo. Allo stato spontaneo, I. perado spesso ha foglie a margine inte­ro, oppure con 1-3 sottili spine ver­so l'apice, più o meno come in I. aquifo­lium. Un altro arbusto dalle pregevoli ca­ratteristiche ornamentali è I. cornu­ta, importato dalla Cina nel 1846, le cui foglie hanno una forma singolare: rettangolari, lun­ghe fino a 10 cm, con 5 spine, spesso contrastano con vivaci bacche rosso brillante, grosse anche un centimetro.

Assai variabile, sia nel portamen­to sia nelle foglie, I. dipyrena, arri­vata nel 1840 dall'Himalaya, con fo­glie ovali-ellittiche di 5-10 cm e mar­gini dentati: i suoi frutti sono curio­samente bilobi all'apice. Molto graziosi sono infine gli arbusti del cinese I. pernyi, le cui foglie di forma romboidale, rettangolare o triango­lare faticano a toccare i 3 cm di lunghezza, mentre i frutticini rossi sono quasi privi di peduncolo.

 

L’agrifoglio come siepe in giardino

Gli agrifogli sempreverdi sono piante che si prestano ad essere impiegate in modo vario: come esemplari singoli ad alto fusto (ma bisogna avere un po' di pazienza, perché ad es. I aquifolium arriva a 5-6 m dopo 8-10 anni); come arbusti da giardino boscoso, inframmezzati ad altre specie arboree e arbustive; come eccellenti componenti per siepi, soprattutto se si vuole mantenere la privacy del proprio giardino; come frangivento, specialmente in zone costiere. Va rilevato, a questo proposito, che le cultivar di I. x altaclarensis sono le più adatte per gli ambienti di mare e sopportano bene l'inquinamento delle aree industriali.

 

Tempo di messaa dimora, il terreno e l’esposizione

Gli agrifogli tollerano ogni genere di terreno, ma gradiscono meno quelli calcarei e, soprattutto, quelli inondati. Vanno messi a dimora dall'inizio dell'autunno fino a primavera, se il suolo non è gelato, con esposizione in pieno sole (specialmente quelli variegati) o mezz'ombra. Alcuni agrifogli non amano il trapianto e, pur essendo generalmente molto disponibili alla potatura frequente, ogni specie o cultivar ha le proprie esigenze di portamento che vanno rispettate. Va ricordato che, trattandosi di piante dioiche, per ottenere bacche bisogna mettere a dimora esemplari maschili e femminili a distanza di non più di 30 m l'uno dall'altro, con un maschio per tre femmine. Nel caso di siepi la distanza si riduce a mezzo metro.

»
  • Share/Save

Arbusti

  • Abelia
  • Abutilon
  • Acca sellowiana
  • Agrifogli
  • Apocynaceae
  • Arbusti sempreverdi
  • Biancospini
  • Calliandra tweedii
  • Camelie invernali
  • Camelie primaverili
  • Carissa grandiflora
  • Ceanothus
  • Cercis chinensis ‘Avondale’
  • Cistus
  • Cornioli da fiore
  • Corylus avellana 'Red Majestic'
  • Cotoneaster
  • Dafne
  • Deutzia
  • Eriche invernali
  • Eriobotrya ‘Coppertone’
  • Evonimi spoglianti
  • Genista germanica L.
  • Ginestre
  • Grevillee
  • Hamamelis
  • Hibiscus
  • Ibridi di tea
  • Ilex aquifolium
  • Lavande
  • Mahonia aquifolium 'Green Ripple'
  • Nuove ortensie
  • Ortensie
  • Paeonia: nuove cultivar
  • Parrotia persica 'Vanessa'
  • Pelargoni odorosi
  • Peonie arbustive
  • Phyllirea
  • Pieris
  • Potentille arbustive
  • Rhamnus alaternus L. subsp. alaternus
  • Rododendri nani
  • Rosa 'Garisenda'
  • Rosa glauca
  • Rosa spinosissima 'Single Red'
  • Rosa ‘Signora Piero Puricelli'
  • Rose botaniche
  • Rose da bacca
  • Rose inglesi
  • Rose selvatiche
  • Salvia microphylla e S. greggii
  • Salvie del deserto
  • Sarcococca
  • Sophora microphylla ‘Sun King’
  • Sorbi
  • Viburni

Newsletter di Giardini

Ricevi via email le ultime novità da Giardini.biz

Email

Conferma email

Cancellazione

RSS


Seguici con gli RSS



Automatic Translator
Automatic Translator

Acquista Giardini

Acquista Giardini
Abbònati online
compra la rivista in formato digitale

oppure acquista una copia singola

Contatta Giardini

contattaci Contattaci.

Per richieste alla redazione e all'ufficio pubblicità, clicca qui.

Per informazioni su abbonamenti e vendite, clicca qui.

Forum

Segui il forum di Giardini.biz

Vai al forum

Giardini di gennaio/febbraio'12 è in edicola!

 

Nei numeri scorsi di Giardini abbiamo incontrato numerosi nuovi amici...

Valerio Gallerati e gli arbusti del suo Vivaio Vita Verde, un vivaio nato con la coltivazione di giovani piante forestali, ora, grazie alla sua ricerca di essenze meno diffuse,  anche produttore di essenze autoctone legnose rare, endemismi italici della flora legnosa, frutti selvatici, giovani piante da rimboschimento.

Maurizio Feletig esperto di arbusti da bacca e di rose antiche che produce nell'Azienda Agricola Feletig, ad Arignano in provincia di Torino.

Tullio Destefano de L'erbaio della Gorra che ritroviamo con la moglie Valentina Povero nelle mostre di primavera sempre tra i colori e i profumi delle sue festose erbacee, di cui descrive stagione per stagione le fioriture più belle.

Flavia Angotti cura, con il marito Aldo, il Biovivaio Granburrone, un vivaio biologico posto tra le colline umbre, in un ambiente incontaminato, dove produce, nel pieno rispetto della natura e dei suoi ritmi, piante officinali e aromatiche, collezioni di lavande e cisti.

Elisa Benvenuti del piccolo vivaio fiorentino Le essenze di Lea che coltiva e commercializza numerose e rare varietà di salvie ornamentali  e che descrive con la passione del collezionista.

Davide Picchi sempre alla ricerca di piante rare, racconta i suoi viaggi e le specie insolite che poi coltiva acclimatandole nel suo vivaio-giardino La Casina di Lorenzo in provincia di Lucca.
 
Il giovane vivaio di Alice Galante, Lilium Aquae, offre forse le specie tra le più spettacolari, nato dal desiderio di divulgare e condividere la poesia del giardino d'acqua, presenta su Giardini ninfee, fior di loto e piante palustri.

Ugo Fiorini riscopre e riproduce antiche varietà di frutti nel suo Vivaio Belfiore, posto sulle colline di Firenze, all'interno di grande parco di conservazione di essenze rare, dove organizza anche numerose attività collaterali, come percorsi didattici e corsi di coltivazione e potatura biologica, corsi d’innesto e difesa delle piante con prodotti naturali.


... e molti altri ne incontreremo quest'anno! Già in questo primo numero di gen/feb'12...

Maurizio Casale di Phytotrend, specializzato nella coltivazione di graminacee, crea giardini a bassa manutenzione e ridotti consumi idrici, qui presenta Muhelembergia dubia, un'erba ideale per zone con estati calde e aride.

Fabio Giani di Vivai Giani specializzatosi in piante rampicanti dopo un'esperienza di giardiniere in piccoli giardini torinesi dove l’esigenza di schermare pareti e ringhiere richiama l’interesse per queste piante. Qui descrive Lonicera similis var. delavayi, un rampicante profumato e sempreverde.

Pierlorenzo Marchiafava nel suo Vivaio Conifere Esotiche produce da seme e coltiva 57 specie di pini rari e di grande potenzialità ornamentale e paesaggistica. Qui suggerisce Pinus yunnanensis, un pino dall'apparente leggerezza evidente al minimo soffio di vento, in contrasto con la sua grande robustezza e resistenza anche a forti venti.

Giulio Farinelli dell'Azienda Florovivaistica il Sughereto, un piccolo vivaio nato dall'esuberante passione per le orchidee, seguita poi da studi e dedizione per coltivazione amatoriale di questa pianta. Qui ricorda le norme di coltivazione di alcuni ibridi del genere Cymbidium, selezionati per la loro più facile manutenzione.


 

Oltre alla nostra rivista, puoi comprare online anche i nostri libri

Ora anche in formato digitale!